Intervista: Marco Santucci

martedì 25 marzo 2008

Intervista: Marco Santucci

1)ciao Marco, innanzitutto grazie mille per la disponibilità, riassumici brevemente la tuacarriera fumettistica.
Sarò breve e coinciso: il mio lavoro di esordio è stato a circa venti anni,
sulla miniserie "Nembo" edita da Daniele Brolli e la Phoenix di Bologna. Subito dopo entrai nello staff della serie "Samuel Sand" di cui realizzai i numeri 2 e 9( inedito a causa della chiusura della serie). A quel punto, ho cominciato a lavorare insieme a Marco Bianchini sul bonelliano Mister No, realizzando totalmente le matite de personaggio. Su mister No ho passato circa 8 anni, realizzando 12 albi. Al momento della chiusura della serie, abbiamo fatto il gran salto su Tex, del quale ho ultimato da pochi giorni una storia tripla di 330 pagine!

2)Dal 1998 sei entrato in Bonelli nello staff di Mister No, come è stato cimentarsi in questo personaggio e, specialmente nell' ultima storia che hai disegnato, lavorare con Sergio Bonelli?
Ho un bel ricordo delle prime pagine che facevo su Mister no: tutto era
molto difficile, il livello da tenere era sicuramente diverso da quello di Samuel Sand, le ambientazioni erano una totale novità per me, eppure la grande passione che da sempre metto in questo lavoro mi ha fatto affrontare queste iniziali difficoltà come una sfida da superare. Ogni giorno, ogni pagina, offriva delle problematiche diverse ma al tempo stesso mi spingeva ad impegnarmi per superarle. Perchè ad ogni prova superata corrisponde un emozione nuova e quindi nuova "benzina mentale" che ti fa andare avanti.! Non ero propriamente un lettore di Mister No e questo forse mi penalizzava, all'inizio. Al tempo stesso però, questo distacco mi ha permesso di affrontare il personaggio con un ottica molto diversa rispetto gli altri autori e quindi, nel bene o nel male, a seconda dei gusti, ho realizzato inquadrature ed impostazioni di pagina diverse dalla norma bonelliana. I modelli che d'altronde ho sempre seguito non sono propriamente europei!

3) Fai anche parte dell' Arcadia Studio dove hai lavorato come sceneggiatore, come è stato il passaggio dai disegni ai testi? Sceneggerai qualcos' altro?
Devo dire che il motivo per il quale amo i fumetti non è propriamente il disegno in se ma il racconto. La narrazione è per me la chiave che accende la mia creatività ed il mio entusiasmo. Il fatto che da una vignetta all'altra ci sia un filo chiamato continuità narrativa è la cosa che più mi attira di questo lavoro. Sceneggiare non è diverso. Le immagini te le crei in testa, senza bisogno di perdere tempo a realizzarle su foglio, tutto è molto più veloce, dinamico, appassionante. Descrivi una scena, una situazione, in poche righe, molto velocemente, senza perdere il ritmo. E questo per me è fantastico! L'altra cosa fantastica è vedere una pagina che tu hai scritto disegnata da un bravo disegnatore, come nel caso di Termite Bianca, dove Patrizio Evangelisti ha svolto un lavoro superbo, sublime, interpretando a suo modo le inquadrature che gli suggerivo. D'altronde, se una vignetta racconta quello che deve raccontare, chi se ne frega se il disegnatore non segue esattamente le tue indicazioni... basta che il racconto si mantenga comprensibile e l'impatto sia ottimo! Questo, credo, è quello che vogliono anche i lettori. A parte Termite, ho svolto altri lavori di sceneggiatura per conto di progetti sviluppati da Arcadia studio.

4)Sicuramente una figura molto importante nella tua carriera artistica è stata quella di Marco Bianchini, puoi parlarci di come è stato il vostro incontro e del tipo di rapporto che avete oggi?
Marco Bianchini ha avuto un ruolo duplice nella mia carriera: quello di maestro prima, quello di collega poi. Marco mi fu indicato da il mio primo mentore, Fabio Civitelli, grande firma di Tex. La mia fortuna è stata quindi quella di avere non uno ma due maestri di tecnica. A livello stilistico invece ho seguito autori a volte molto diversi rispetto questi due professionisti. Come dicevo prima, con Marco ho lavorato per dieci anni, un periodo molto lungo. Durante la lavorazione di Tex, però, mi sono reso conto che avevo bisogno di nuovi stimoli, cercavo una nuova sfida ed avevo un nuovo bisogno: quello di vedere inchiostrati da me i miei disegni. Il mio modo di disegnare, d'altronde, negli anni si è evoluto in direzioni diverse da quelle che lo stile di inchiostratura di Marco poteva seguire. Ne è conseguito un crescente desiderio di capire che sarebbe successo se io stesso avessi messo mano nuovamente alle chine. Inutile dire che l'impatto iniziale è stato duro ed ancora ho molto lavoro da fare ma, come già detto... nuove sfide, nuove soddisfazioni. Perchè fare questo lavoro, non mi stanco mai di ripeterlo, significa non stare mai fermi, evolversi di continuo, oppure la passione che ti spinge appassisce!

5)Cambiamo argomento: parliamo del tuo modo di lavorare, come è organizzata la tua giornata lavorativa tipo?
Beh, non è che sia nulla di stravagante. Mi alzo la mattina, cambio stanza e sono al lavoro! Bello, no? A parte gli scherzi, cerco di stare sul tavolo imponendomi di realizzare almeno una pagina al giorno, il che non è sempre possibile, soprattutto con Tex e con la definizione delle mie matite. A pausa pranzo, se posso, vado in palestra, quindi torno a lavorare fino a tarda serata. A volte lavoro anche dopo cena, di notte, quando tutto è silenzioso e calmo. Sei stanco ma rilassato in quella condizione! Ci sono periodi in cui vado anche a Firenze un giorno alla settimana, ad insegnare grafica 3D alla Scuola Internazionale di Comics. Ci sono altri giorni invece, in cui devo recarmi all'Arcadia Studio, ad Arezzo, anche se di solito preferisco lavorare da esterno, nel mio studio personale!

6)Che tipo di materiali usi?
Il fumetto in bianco e nero è un arte povera, quindi i materiali sono quelli classici: china Windor&Newton, pennelli Windsor&Newton ( numero 2 e 3), pennarelli vari per i dettagli o la roba molto tecnica. Ah... naturalmente la carta è un Fabriano Tecnico 6, semiruvido. Se i produttori di questa roba volessero farmi regali per la pubblicità occulta che ho fatto sono i benvenuti ! :)

7)Leggi fumetti? Se si quali?
Sono un gran lettore di fumetti e libri da sempre. Credo sia fondamentale, per fare questo lavoro, leggere storie realizzate da altri. E' una questione di arricchimento della creatività oltre che di svago. Devo dire infatti che molti fumetti che leggo riversano nel genere dell'intrattenimento puro. I fumetti Marvel ne sono un esempio. E' anche vero che fra tanta roba che seguo, quello che mi è assolutamente rimasto nel cuore, sia a livello di storie che a livello grafico , è stato Ultimates di Millar ed Hitch. Capolavoro! Mark Millar è riuscito veramente a rendere umani i suoi personaggi, ad essere per certi versi dissacrante e per niente perbenista in un modo che le serie Marvel classiche di solito non sono.Come dimenticare Capitan America che indica la sua "A" sulla fronte ed urla all'avversario "credi che questa A significhi Francia?!!". I francesi si saranno incazzati ma io ho riso un sacco! Inoltre: dove cavolo si era mai visto un Hulk arrapato che distrugge Manhattan, cercando si farsi Betty Ross? Voglio dire: anni fa roba come questa nessuno si sarebbe sognato di scriverla, a parte il grande Alan Moore che con Watchmen ha veramente gettato le basi per una nova interpretazione del genere super eroistico.
Mi piacciono molto i super eroi e la fantascienza, il concetto di persona ordinaria in un contesto non ordinario ma anche le storie dove i personaggi sono imperfetti, con debolezze anche ridicole, non degli Dei scesi in terra. Insomma: persone come tutti noi. I personaggi che non si scompongono mai di fronte a nulla, che sono sempre sicuri di tutto sono a mio parere ormai poco credibili, quindi non sono mai riuscito ad immedesimarmi in loro. Sarà per questo che il mio preferito è sempre stato Spiderman?

8)Ci sono degli autori che apprezzi in particolar modo e a cui ti ispiri?
Tanti, tantissimi. Ho cominciato a disegnare guardando i disegni di Todd McFarlane, poi ho capito che sarebbe stato un pessimo maestro di tecnica. Ho cominciato quindi a guardare autori classici come Burne Hogarth, John Buscema ( che ho avuto pure il privilegio di incontrare, grande John! ) e Neal Adams per passare poi a tratti più moderni come Claudio Castellini, Claudio Villa, Fabio Civitelli, Adam Hughes, Kevin Nowlan( spettacolari soprattutto le sue chine!), Alan Davis, Rick Leonardi ed ultimo ma attualmente il mio favorito, Brian Hitch( bravissimo, soprattutto per il lavoro su Utlimates, molto molto cinematografico!)..

9)è ormai imminente l' uscita della tua storia di Tex, come è stato lavorare
per questo mostro sacro?
All'inizio, non lo nego, un trauma. Il western è il genere opposto a tutto quello che seguo e conosco. Quindi la prima impressione che ho avuto, nonostante fossi preparato, è stata quella di sbattere su di un muro. Successivamente, faticosamente, ho cominciato a capire meglio il genere ed il metodo di lavoro di Mauro Boselli( mio sceneggiatore per la storia che ho realizzato), ed ho iniziato a capire come potevo piegare le mie "conoscenze" a Tex. Il risultato è stato, come era stato per Mister No o forse ancora di più, che il mio modo di fare Tex risulterà atipico per il personaggio stesso, nel bene e nel male. Era inevitabile che le tavole, per quanto mi è stato concesso, risultassero molto "americane", soprattutto nelle scene di azione. Non posso dire se sia un bene o un male. Dico solo che questo era l'unico modo in cui potevo affrontare un personaggio di questo calibro e con queste caratteristiche. Una cosa è sicura: ho cercato di dare comunque il massimo! Ai lettori l'ardua sentenza. :)

10)se è possibile ci potresti dare qualche anteprima?
Beh.. onestamente non so quanto posso rivelare. Diciamo che la storia non è tipicamente western perchè è ambientata a New Orleans. E' una storia infarcita di azione( una manna, per me!), elementi sovrannaturali e colpi di scena niente male! Ci sono anche un sacco di comprimari vecchi e nuovi che fanno il loro debutto. E non c'è dubbio: Mauro Boselli è uno sceneggiatore che pretende molto ma sa fare bene il suo lavoro, questo ve lo assicuro!

11)Concludiamola "alla Marzullo", fatti una domanda e datti una risposta!
Progetti futuri? No comment! :)


A cura di "teodelux"

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