
1) Ciao Daniele, Come va? Vuoi dire qualcosa ai lettori?
Ciao! va benissimo...è mezzanotte e sto per rimettermi a disegnare. Di solito dopo cena vedo un film o esco con la mia compagna ma spesso mi rimetto al lavoro fino a tarda notte. Stasera però faccio uno strappo molto volentieri con la tua intervista.
2) Bene, Cominciamo alla grande: quali sono i tuoi progetti per il futuro? hai una collana nella quale vorresti essere presente come disegnatore?
Ah! Partiamo già così? beh...di collane in cui vorrei essere presente ce ne sono veramente tante. Sono abbastanza egocentrico quindi metterei volentieri i tentacoli ovunque ^___-. No, dai, scherzo. Il mio mito è sempre stato Dylan Dog. Quando facevo la scuola del fumetto, circa dodici anni fa, ho addirittura fatto delle prove...erano veramente acerbe. Da allora non ho mai più bussato alla porta di via Buonarroti ma un giorno magari... Per quanto riguarda il futuro tra qualche mese uscirà il mio episodio di Unità Speciale, la nuova serie dell'Eura e ora sto lavorando al numero quattro di Cornelio scritto da Mauro Smocovich.
3) Come ben sappiamo sei nello staff di Cornelio - Delitti d'autore, ma come sei stato incluso nel progetto? Amicizie? Oppure sei stato solo chiamato dalla Star?
Avevo appena terminato di disegnare il numero 10 de "L'insonne" e Giuseppe mi ha chiesto se volevo provare a realizzare uno studio del nuovo personaggio cui stava lavorando. Io l'ho fatto e alla Star Comics è piaciuto. Quando mi ha detto che avevano intenzione di affidarmi il numero Uno mi tremavano le gambe e non volevo crederci.
4) Il fumetto è una tua passione fin da bambino, oppure ti sei semplicemente adattato al lavoro che più ti facilitava la vita?
Chiunque lavori in questo settore ti potrà dire quanto sia difficile cercare di fare questo mestiere che si può fare solo se mossi da una straordinaria passione. Se non c'è quella è meglio lasciar perdere. Sì, comunque sono il classico caso del bambino che leggeva i fumetti e che dice alla mamma "da grande voglio disegnarli io". A scuola facevo le caricature dei prof e a militare ho fatto una lunga striscia a fumetti a puntate (tipo "l'ultima burba") e l'ho lasciata ai compagni di sventura. E' vero! Da bambino io mica volevo fare l'astronauta, volevo proprio fare i fumetti!
5) Cosa hai dovuto affrontare per arrivare fin quì? Hai fatto difficoltà ad emergere in questo strano mondo?
Guarda, sono stato piuttosto fortunato. Appena finita la scuola del fumetto ho subito iniziato a disegnare i fumetti erotici. Cioè quelli tascabili tipo Corna vissute ;-P. In quel periodo andavano benissimo, erano strapagati e ci lavoravano fior di professionisti, Cajelli per esempio. Poi ho fatto una trilogia di graphic novel horror splatter scritta e disegnata da me e una miniserie con una protagonista femminile ambientata nella mia città e prodotta da un piccolo editore. Insomma mi sono divertito parecchio. Poi sono entrato in Mondadori come illustratore e ho perso un po' di vista il fumetto. Un giorno mi arriva una mail da un certo Di Bernardo che ha visto dei miei disegni sul mio sito e stava formando lo staff di una certa Desdy Metus ^___- Non finirò mai di ringraziarlo. Non solo per avermi riportato alla passione del fumetto che avevo temporaneamente accantonato ma anche per avermi seguito professionalmente in questi ultimi anni come un vero maestro. Un amico a cui devo tanto.
6) A quante collane hai collaborato? E quale è quella a cui sei più affezionato?
Tra i personaggi che ho disegnato la mia preferita è Desdemona, L'insonne. Ma ho collaborato anche a Nick Raider, Agenzia Incantesimi e Diabolik. Ognuno di questi personaggi presenta la difficoltà oggettiva di essere già stato caratterizzato da altri ed è quindi una sfida interessante provare ad interpretarne la fisicità, farlo recitare e muovere nelle vignette dandone una propria interpretazione ma senza tradirlo. Se questo può essere più semplice per Desdy sicuramente non lo è per Diabolik di cui ho fatto qualche storia breve e che è veramente tosto da affrontare perchè ci sono un sacco di "paletti" da rispettare.
7) Con i tuoi sceneggiatori cerchi di instaurare un rapporto d'amicizia oppure tieni sempre le distanze?
Mah...io sono sempre così come mi vedi...spontaneo e sincero. Pure troppo a volte. Quindi lavorando insieme ad un progetto è normale che si instauri un rapporto di amicizia. Poi questo lavoro ci porta a stare in studio ore e ore da soli, il collega è vicino solo virtualmente. Ecco perchè alle fiere ci trovate sempre a chiacchierare come delle portinaie pettegole ^___-
8) Quanti fumetti leggi in media al mese? Il tuo fumetto preferito?
Non esiste un fumetto o un film preferito. Almeno per me è così. Di fumetti ma anche di film ne divoro veramente tanti quindi sarebbe assurdo dirtene uno preferito, sarebbero tanti preferiti... Posso dirti quello che sto leggendo adesso. Ho appena finito di leggere Jan Dix e mi è piaciuto molto. Ora sto leggendo Devil e Cap di Faraci -Villa che è bellissimo .
9) Per definire il tuo stile hai preso spunto od ispirazione da qualche fumettista del passato?
I classici del passato li ho studiati alla scuola del fumetto, poi nel corso degli anni ho amato molto i bonelliani linea chiara, Brindisi su tutti e recentemente adoro Majo su Dampyr. E' al suo stile che guardo nel fare Cornelio.
10) Cosa consigli di fare a chi vuole diventare in futuro un fumettista?
Di disegnare dal mattino alla sera e di non smettere mai di crederci.
11) Grazie della tua immensa disponibilità Daniele, spero di poterti ri-intervistare in futuro!
Grazie a te e complimenti per Comics Planet.
A cura di "Legend Fenys"














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