Informazioni Generali: Ucciderò ancora Billy The Kid - Riunisce i 4 numeri originali della serie "Garrett" - 256 pp. - Brossurato - Bianco e nero - Edizioni BD collana Alta Fedeltà - 15,00 €Testi: Roberto Recchioni
Disegni: Riccardo Burchielli (Capitoli 1 ed 8), Cristiano Cucina (Capitoli 4 e 5), Werther Dell'Edera (Capitoli 2, 3, 6 e 7) e Roberto Recchioni (Chine del capitolo 2)
Copertina: Massimo Carnevale (Rielaborazione della copertina del primo numero della serie originale)
Storia: Lo sceriffo Pat Garrett, tutore della legge nella città di Lincoln, dopo aver ucciso il brigante Billy the Kid, nonchè suo migliore amico, è costretto a dover ripete per una seconda volta tale gesto, a causa del ritorno di questo sotto forma di Zombie, definito nell'albo "pelleossa". L'infezione si espande e la caccia ai pelleossa divente un vero e proprio lavoro, ma per Garrett l'unico obiettivo è rimandare nella fossa Billy, ma l'impresa è assai ardua, anche a causa dell'introduzione di Charlotte, moglie di Billy costretta a fuggire dal coniuge per salvarsi dalla sua fame e confidare nella protezione dello sceriffo. Tutto si conclude nella maniera più imprevedibile, la storia nel finale può sembrare anche troncata e lascia molti dubbi riguardo al futuro dei personaggi. La storia è puramente geniale e l'aver mescolato il genere western all'horror-zombie ha dato vita ad una storia dal contenuto di alta qualità e privo di cose già viste. La storia, seppur elaborata e stesa su oltre 250 pagine è veloce e fluida, soprattutto interessante.
Disegni: La parte grafica dell'albo sicuramente non è la parte migliore della serie, anche perchè la storia occupa una parte dominante nel complesso, ma sicuramente non ci si può lamentare. I disegni si coniugano molto bene con il genere e lo stile della storia, con un tratto rude da parte di Burchielli, che utilizza figure quasi prive di dettagli ed analitiche, per passare ad uno stile ancora più semplificato adottato da Dell'Edera e finendo con Cristiano Cucina che ricorre ad una tecnica molto più lineare, precisa e ricca di particolari, ma sempre dal tratto semi-confusionario. Che dire, i disegni anche non deludono affatto le aspettative.
Copertina: L'illustrazione rappresenta le ossa di una mano che tengono in mano una pistola a tamburo tipica dell'epoca western. La figura è tratta da un particolare della copertina del primo volume e nonostante la semplicità del complesso risalta molto il contrasto che c'è tra i riflessi della mano e della pistola e lo sfondo nero. Una particolarità che pone molti dubbi è la presenza di unghie e di pelle sulla mano, a differenza dell'avambraccio che è totalmente privo di carne, ma comunque l'effetto che rende è buono. Un'altra nota positivo è lo stile adottato per il titolo, che richiama molto ad un genere western e che nella sua essenzialità saltà all'occhio.
Voto: 8-
A cura di "Legend Fenys"
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