1) Ciao Roberto, è un piacere enorme per noi poterti accogliere qui, nel nostro blog. Come ben sappiamo tu sei un sceneggiatore dai mille talenti e come se non bastasse con la dote del saper disegnare, ma dove hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo del fumetto?
Ho sempre disegnato e scritto, sin da piccolo, poi il liceo artistico e infine ho frequentato una scuola di fumetti per due anni (esperienza piuttosto inutile se non per le amicizie che ho stretto, tra cui quella con Leomacs). Mentre frequentavo la scuola facevo anche il commesso in una fumetteria dove ho conosciuto Lorenzo Bartoli. Con Leomacs abbiamo proposto un nostro progetto ("Dark Side") a una piratesca casa editrice romana che a quei tempi mandava dei prodotti in edicola e ce lo hanno preso. "Dark Side" chiuse la sua avventura editoriale al terzo numero, a causa della fuga del suo editori in Brasile ma io, da quel momento in poi, non mi fermai più. Proposi un progetto per lo Star Shop (la primissima miniserie di "Battaglia", scritta e disegnata da me) e poi, insieme a Lorenzo Bartoli, il progetto di "Napoli Ground Zero" per Eura.
2) Negli ultimi anni, dopo Detective Dante, ti sei occupato di serie di grande successo come John Doe e David Murphy 911 ed attualmente sei al lavoro sul fumetto de "Le Cronache del Mondo Emerso", ma quale è secondo te il segreto per sviluppare storie originali e che sappiano divertire e catturare il lettore?
Prima di tutto non stare a farsi il problema se siano originali o meno. Io sono uno scrittore che, per quello che riguarda l'aspetto più propriamente "ludico", divertente e coinvolgente del media fumetto, tende ad andare a orecchio, trattando quello che scrivo come se fosse un pezzo musicale di hard rock. Se il ritmo mi convince, se basso e batteria filano come dei treni, vuol dire che la storia, almeno sotto quell'aspetto, funziona. Poi è ovvio, bisogna: metterci le linee melodiche, gli assoli, la voce...
3) Ora chiedo riguardo un dubbio che (penso) nessuno abbia mai cercato di eliminare, ovvero il nome per esteso di "David Murphy 911". Come va letto, "David Murphy noveunouno" o "David Murphy novecendoundici"? Ho sentito anche dire "David Murphy nine eleven" ed ecco che sorge il dubbio.
Nella maniera che preferisci.
4) Quando sei stato contattato per sviluppare la sceneggiatura di storie inedite di Licia Troisi, hai immediatamente accettato oppure sei stato titubante su qualche particolare?
Ero titubante ma poi ho inquadrato meglio tutta l'operazione e ne sono entusiasta. E' la prima volta che scrivo un fumetto per "ragazzi" e trovo che sia un'esperienza davvero utile e formativa. In più, Licia ha un seguito enorme e molte suoi lettori si stanno avvicinando al fumetto per la prima volta, proprio grazie a questo adattamento.
5) Secondo molto tu sei uno sceneggiatore poliedrico, poichè sai dedicarti sia a serie da te create, come John Doe ed adattarti a personaggi esistenti come Dylan Dog o Diabolik, ma per il tuo ultimo progetto, ovvero la trasposizione a fumetti di storie di Licia Troisi, ti sei trovato in difficoltà, magari capendo che nel libro si possono immettere particolari diversi da quelli tipici del fumetto?
Non credo di aver afferrato in pieno il senso della domanda ma, comunque, direi che non ho avuto grosse difficoltà nel trovare un mio approccio rispetto al materiale di Licia. E' un universo codificato che deve essere rispettato ma che lascia anche molti margini di manovra e interpretazione.
6) Il tuo rapporto con il disegnatore è formale oppure tenti di socializzare con questo per avere anche una collaborazione più intima e schietta?
Dipende dal disegnatore.
7) Come ben sappiamo noi lettori del tuo blog, tu sei un appassionato oltre che di fumetti anche di telefilm, film, musica e videogiochi, e sempre dimostri una innata maturità di giudizio quando recensisci album, pellicole o videogames, ma ti capita a volte di avere giudizi critici verso i tuoi stessi fumetti appena dopo aver letto la copia stampata? Ti ispiri talvolta alle trame di storie che ti sono piaciute particolarmente?
Sono piuttosto critico verso la roba che scrivo, anche se l'origine del mio scontento di solito risiede in dettagli tecnici, cose che il lettore potrebbe anche non notare o notare solo a livello inconscio. Sulla seconda parte della domanda direi di sì e di no. Nel senso che ci sono un numero finito di storie e, alla fin fine, noi autori non facciamo altro che riscriverle in maniera sempre diversa.
8) Nel tuo blog hai affermato di essere spesse volte intenzionato a fare dei fumetti completamente realizzati da te, e prima di abbandonare scoraggiato il progetto alla terza o quarta tavola ti informi documentandoti su libri, film, internet ed enciclopedie, ma come mai ti blocchi proprio nel momento in cui si dovrebbe avere più carica?
Forse perché mi rendo conto della fatica che mi aspetta.
9) Più volte hai affermato che le tue condizioni di salute talvolta ti impediscono di avere un ritmo di lavoro regolare, quindi possiamo dedurre che nonostante tu abbia periodi di stop riesci a gestirti concentrando il lavoro in giorni particolari, ma qui sorge un dubbio, in media quante tavole scrivi in un giorno a pieno regime?
Dipenda da cosa scrivo. Di JD riesco a scriverne anche 20 al giorno (ai tempi della prima stagione ne scrivevo 30). Di Dylan, massimo 10.
10) Più volte hai sottolineato di voler interrompere la serie "John Doe" al numero 99, come mai hai deciso di scegliere questo numero così particolare? Perchè non hai deciso di arrivare ad un poetico 100 come si presume arriverà la serie "Ratman"?
Mi piace l'idea di lasciare un'ultima storia non raccontata.
11) Passiamo ad una domanda che spesso mi perseguità: David Murphy 911 avrà un seguito da ciò che hai detto, ma non si sa ne' quando uscirà, ne' quanti volumi saranno, ma hai in mente grosso modo come sarà la trama oppure è tutto in forse?
Sì, piuttosto ben delineata.
12) Grazie Roberto, sei stato molto gentile e disponibile, spero di non averti rubato troppo tempo. Un grosso ringraziamento dallo staff del mio blog, ciao!
Grazie a te.
A cura di "Legend Fenys"
venerdì 10 luglio 2009
sabato 4 luglio 2009
Recensione: Kill the Granny 2
Informazioni generali: Kill the Granny 2 - Anche i gatti vanno all'inferno - 110 pp. - Brossurato - A colori - 14,90 €Testi: Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora
Disegni e copertina: Giovanni Marcora
Colori: Francesca Mengozzi
Storia: Il gatto, precedentemente visto sul primo volume di Kill the Granny, si trova a fare i conti con il diavolo per aver stretto un patto con Dio affinchè potesse avere la sua vendetta nell'altra vita verso Evelina, la cara vecchina che lo ha privato della sua mascolinità. Per poter avere l'occasione di reincontrarla in paradiso affronta tante prove per quanti sono i gironi dell'inferno, aiutato dal più temuto dei demoni, ovvero un gatto dall'aria tenera alquanto pasticcione. Affronterà tutti i gironi, ma il finale non sarà come si prevedeva sarebbe stato. La storia scorre velocemente, ricca di gag e freddure che impreziosiscono la lettura, ma soprattutto uno studio approfondito per la caratterizzazione dei personaggi, dal minotauro effemminato al diavolo dall'animo gentile, dal demone tenero come il burro a Caronte rappresentato come un gondoliere veneziano. La scelta delle ambientazioni è fondamentale, come per esempio un clima allegro nel limbo o un clima glaciale nel girone dei traditori, insomma, tutto quadra tranne dei piccoli particolari su dei personaggi di dubbia provenienza di cui non si spiega l'origine.
Disegni: Anche i disegni, aiutati dalla sapiente colorazione della Mengozzi, danno un tocco di energia all'albo, che affiancandosi molto allo stile adottato per quanto riguarda la storia si crea un'armonia perfetta, quasi una simbiosi. Lo stile comico consente al disegnatore di prendere delle "licenze artistiche" inserendo deformazioni del volto per rappresentare stupore, ira ed indecisione, ovvero particolari che aiutano molto l'interpretazione del lettore. Lo stile è decisamente migliorato rispetto al primo volume, sicuramente anche la colorazione manuale ha una parte fondamentale dando profondità ai disegni e rendendoli molto più gradevoli.
Copertina: La copertina rappresenta dinamicamente una scena che nell'albo in realtà non appare, dal momento che il piccolo gatto non dovrà avere a che fare con improvvisi affondamenti di imbarcazioni. In se' il disegno è originale e dando un clima di "apocalittico" rende molto una concezione di un inferno tremendo e pieno di insidie. Anche nella cover i colori sono fondamentali, anche se nel personaggio principale si lascia troppa importanza al contorno a matita dell'originale, ma comunque non ci si può affatto lamentare.
Voto: 7,5
A cura di "Legend Fenys"
venerdì 3 luglio 2009
Intervista: Giacomo Michelon

Ciao ragazzi, finalmente ho risolto i problemi di internet e posso dedicarmi a pieno al blog. Allora, oggi vi porto un'intervista a Giacomo Michelon, dinamico disegnatore e sceneggiatore di fumetti che possiamo vedere molto spesso all'opera su Lupo Alberto e sulle sue creazioni "Robi" e sul fumetto ancora senza casa editrice "Street Walker". Ringrazio molto l'autore per la sua disponibilità e velocità nel fornire risposte valide e piene di curiosità. A voi!
P.S.: La vignetta è di Giacomo e rappresenta il modo in cui viene generalmente indotto a rispondere a domande riguardo il suo lavoro!
1) Ciao Giacomo, è un piacere averti qui, che ne dici di presentarti brevemente?
Vado per i 42, faccio fumetti professionalmente da quando ne avevo 21, adoro il mio lavoro sia perchè mi piace disegnare, sia perchè mi permette di gestirmi gli orari. Mi ritengo uno che vive di fumetto, ma non vive per i fumetti. Sono nato in Friuli, a Gorizia e a 18 anni ho preso il mio zainetto e me ne sono andato a Milano, lì ho iniziato a lavorare come grafico pubblicitario e sono rimasto in città per 10 anni, poi mi sono spostato in provincia, infine la vita mi ha portato in Brasile. Ho due figli che adoro e...
Sono stato abbastanza breve?
2) Bene, ora che abbiamo rotto il ghiaccio, passiamo al succo. Sappiamo che tu ti sei sempre dedicato al disegno umoristico, specialmente fumetti a strisce autoconclusive come Lupo Alberto, Cattivik e le neonate strip di "Street Walker", ma preferisci dedicarti al fumetto seriale con storie articolate oppure piccole storie a conclusione immediata?
Sono stato abbastanza breve?
2) Bene, ora che abbiamo rotto il ghiaccio, passiamo al succo. Sappiamo che tu ti sei sempre dedicato al disegno umoristico, specialmente fumetti a strisce autoconclusive come Lupo Alberto, Cattivik e le neonate strip di "Street Walker", ma preferisci dedicarti al fumetto seriale con storie articolate oppure piccole storie a conclusione immediata?
Mi piacciono le storie brevi e mi piace poterle terminare in pochi giorni, o nello stesso giorno nel caso della striscia. Ma non ho nessuna antipatia per le storie lunghe tipo bonellidi, semplicemente nessuno me ne ha mai proposta una da fare...anzi se ricordo bene, proprio poco prima di avventurarmi nell'isola ( che non c'è ), proposi a Silver di fare delle storie lunghe da 40/50 tavole del Lupo, ma non se ne fece nulla. Se qualche editore illuminato volesse propormi una graphic novel sono a disposizione! ( Basta che non pretenda uno stile realistico classico! Ho la deformazione nel sangue! ^___^ )
Mi piace moltissimo poi il fare il cosidetto fumetto seriale, perchè il riscontro con i lettori è continuo, ed è altresì molto stimolante il dover ogni mese rielaborare lo stesso personaggio; è bello poter osservare i miglioramenti stilistici apportati nel corso degli anni...insomma ci si rende conto subito se ti stai rimbambendo o meno!
3) Per oltre vent'anni hai lavorato insieme a Silver, creatore di Lupo Alberto e altri personaggi di fama internazionale, hai curato le sue storie, ma in piccola parte delle tue storie hai messo anche tu il tuo zampino, tu preferisci lavorare su storie completamente tue oppure ti piacerebbe limitarti solo a disegnare racconti altrui?
Mi piace moltissimo poi il fare il cosidetto fumetto seriale, perchè il riscontro con i lettori è continuo, ed è altresì molto stimolante il dover ogni mese rielaborare lo stesso personaggio; è bello poter osservare i miglioramenti stilistici apportati nel corso degli anni...insomma ci si rende conto subito se ti stai rimbambendo o meno!
3) Per oltre vent'anni hai lavorato insieme a Silver, creatore di Lupo Alberto e altri personaggi di fama internazionale, hai curato le sue storie, ma in piccola parte delle tue storie hai messo anche tu il tuo zampino, tu preferisci lavorare su storie completamente tue oppure ti piacerebbe limitarti solo a disegnare racconti altrui?
Nessuna preferenza. Mi piace disegnare in egual modo sia roba mia che scritta da altri, l'importante è che sia una bella storia o quantomeno divertente da disegnare. Il fatto che io non mi occupi più da tempo anche dei testi delle storie del Lupo è una pura questione di divisione dei compiti tra i collaboratori di MCK ( l'editore di Lupo Alberto ). Mi riprometto ogni anno di mettermi sotto a scrivere una storia "importante", ma la pigrizia vince sempre! Oltre alle Street Walker ho altre 2 strip umoristiche in cantiere ma sono ferme ai bozzetti preparatori e ai primi layout ... sono troppo pigro ed ho troppi conti da pagare!
4) Tu hai creato un personaggio femminile molto apprezzato dagli appassionati del fumetto, ovvero Robi, da dove nasce l'idea di creare questo modello così insolito?
4) Tu hai creato un personaggio femminile molto apprezzato dagli appassionati del fumetto, ovvero Robi, da dove nasce l'idea di creare questo modello così insolito?
Perchè insolito? Ci sono molti fumetti ad avere delle ragazze come protagoniste. Insolito perchè non è erotico o perchè non ci sono maghi, streghe o qualcuno che abbia qualche superpotere? Robi è il classico fumetto nato nei banchi del liceo che poi mi sono trascinato avanti negli anni. Specialmente nella prima versione quella a strisce i personaggi sono praticamente le caricature dei miei amici/compagni di allora. A dimostrazione ti allego un link dove ho postato una foto della Robi e delle sue amiche originali, in carne ed ossa: http://giacomomichelon.blogspot.com/2009/01/robi-loriginale.html Questo legarsi a persone realmente esistenti e voler raccontare storie di vita "normali" ha creato sì un legame affettivo forte col personaggio, ma ha anche prodotto dei limiti evidenti che non mi hanno mai permesso di esagerare nè in un senso nè nell'altro...insomma è una serie buona, per carità, ma un po' legata. Purtroppo al momento non ci sono editori e riviste interessati a questo genere di fumetti, ma spero sempre di avere la possibilità in futuro di poterla riprendere per rielaborala e migliorarla.
5) Quale è il personaggio di fumetti (sia tuo che non) al quale ti sei affezionato maggiormente o con il quale lavori più volentieri?
5) Quale è il personaggio di fumetti (sia tuo che non) al quale ti sei affezionato maggiormente o con il quale lavori più volentieri?
Sono stato fortunato, da ragazzo adoravo Sturtruppen, Nick Carter, Alan ford, Cattivik e Lupo Alberto ...da professionista me ne manca uno...chissà se avrò mai il tempo di fare una storia di AF.
Adoro il Lupo, è un personaggio bellissimo da disegnare e permette di affrontare anche temi adulti, mi piace da matti disegnare gallinone sexy ( Leg Chicken è una mia invenzione )...in questo momento, anche perchè è fermo da un po' di anni, mi piacerebbe moltissimo poter ricominciare a disegnare Cattivik!
6) Passiamo alla parte tecnica: i tuoi "strumenti del mestiere" quali sono? Preferisci lavorare su fogli lisci, ruvidi o semi ruvidi? Il tuo studio è ordinato o disordinato?
Adoro il Lupo, è un personaggio bellissimo da disegnare e permette di affrontare anche temi adulti, mi piace da matti disegnare gallinone sexy ( Leg Chicken è una mia invenzione )...in questo momento, anche perchè è fermo da un po' di anni, mi piacerebbe moltissimo poter ricominciare a disegnare Cattivik!
6) Passiamo alla parte tecnica: i tuoi "strumenti del mestiere" quali sono? Preferisci lavorare su fogli lisci, ruvidi o semi ruvidi? Il tuo studio è ordinato o disordinato?
Anche qui ho un bel link molto dettagliato: http://giacomomichelon.blogspot.com/2007/12/come-nasce-una-strip-del-lupo-disegni.html
Sono ordinato il gusto, direi.
7) Col passare del tempo il tuo stile è sensibilmente cambiato, ma da cosa è stato influenzato questo? Hai dei maestri o dei fumettisti da cui hai preso esempio? Hai frequentato scuole di fumetto?
Come già detto prima i miei maestri e modelli sono stati anche quelli con cui sono finito a lavorare Bonvi e Silver, per me sono loro che assieme a Magnus hanno dettato lo stile delle strisce umoristiche italiane. Sono fortunato perchè lavorando fianco a fianco con un mago della sintesi come Silver e un mostro di bravura come Bruno Cannucciari ( per me uno dei migliori disegnatori umoristici a livello mondiale ) non posso che migliorarmi, copiandoli.
Non ho fatto nessuna scuola, ma ho avuto la fortuna di andare praticamente "a bottega" da Silver iniziando col sgommargli le tavole, per poi progressivamente passare a disegnare qualche casetta sullo sfondo, fare neri e retinature, i primi inchiostri e finalmente dopo alcuni mesi arrivare a realizzare tavole tutte per conto mio.
8) Sei un autore dotato di autocritica oppure ti accontenti spesso del risultato finale?
Quasi sempre non sono soddisfatto al 100% di quello che ho appena finito di disegnare, vorrei poter modificare qualcosa, ma i tempi editoriali non me lo concedono praticamente mai e lo stampatore mi strappa le tavole dalle mani prima che io sbianchetti qualcosina. Quindi ho imparato negli anni a farmi andar bene "la prima", perchè anche se non ho fatto un capolavoro, sicuramente quel che ho disegnato è ampiamente negli standard buoni per la pubblicazione. Però quando rivedo il lavoro fatto a distanza di anni, devo ammettere che... insomma, non era così malaccio e che i miei standard medi di realizzazione sono piuttosto alti.
Sono consapevole di essere un buon artigiano del fumetto, di sicuro non uno dei più bravi, ma nemmeno l'ultimo. Le mie qualità migliori sono la velocità e la puntualità.
9) Ultimamente ti stai dedicando ai disegni della serie "Wild Boys" che vede tutti i personaggi di Lupo Alberto ringiovaniti, all'età di liceali. Preferisci dedicarti a serie come questa oppure preferisci i classici episodi?
Sono consapevole di essere un buon artigiano del fumetto, di sicuro non uno dei più bravi, ma nemmeno l'ultimo. Le mie qualità migliori sono la velocità e la puntualità.
9) Ultimamente ti stai dedicando ai disegni della serie "Wild Boys" che vede tutti i personaggi di Lupo Alberto ringiovaniti, all'età di liceali. Preferisci dedicarti a serie come questa oppure preferisci i classici episodi?
E' divertente cambiare menù ogni tanto e reniterpretare i personaggi. Sì, mi sono divertito a disegnare WB, come mi diverto quando disegno Leg Chicken o Sam Falco.
10) Classica domanda finale: Fatti una domanda e risponditi!
10) Classica domanda finale: Fatti una domanda e risponditi!
Mamma mia ... domandona: "Come vedi la situazione del fumetto oggi in Italia? "
La vedo male, ma non solo da oggi, ma da anni. I problemi fondamentali sono due:
1) Nonostante siamo uno dei paesi che producono più fumetti al mondo ( e direi pure di ottima fattura ), siamo snobbati dal mondo della cultura e della comunicazione. E' frequentissimo sentire parlare di un brutto film attribendogli ancora il termine "fumettone", le librerie normali hanno dei corner dedicati ai fumetti praticamente ridicoli, quando ci sono le fiere del settore e vengono assegnati i vari premi per trovarne notizia bisogna andare sui blog come il tuo e altri . Il poter vedere in vetrina di tutte le libreire del paese il fumetto vincitore, come accade in francia, da noi è pura illusione. Ci mettono il Campiello o lo Strega e son felici se vendono 5.000 copie, ma lo sanno quanto vende Tex? La stampa ufficiale non pubblica ( solo allega ristampe ) e non se ne occupa, preferisce tenere rubriche e classifiche di libri che vendono appunto poche migliaia di copie. Per carità, benissimo occuparsi di libri, visto che in Italia si legge pochissimo, ma perchè trascurare una forma di letteratura molto più diffusa ?
2) I grandi editori italiani da anni non producono più fumetti. Che siano degli imbecilli quelli della Disney che da anni fanno produrre la maggiorparte delle loro storie qui da noi? Il fenomeno Winxs viene forse fuori dalla Rizzoli o dalla Mondadori? Possibile che chi si occupa di editoria presso le major in questo paese sia così ignorante riguardo le potenzialità dei fumetti?
La soluzione è la stessa che servirebbe a tutto il resto del paese: svecchiare la classe dirigente in ogni settore. Tutta e in ogni settore. Quanti anni ha il presidente degli USA e quanti il nostro premier...o quello di prima? Forse solo Cuba ha dei dirigenti più attempati dei nostri.
L'unico vecchio che non rimuoverei è il buon Sergione Bonelli , è lui il santo protettore del fumetto italiano!
11) Grazie mille della disponibilità Giac, speriamo di rivederci presto!
La vedo male, ma non solo da oggi, ma da anni. I problemi fondamentali sono due:
1) Nonostante siamo uno dei paesi che producono più fumetti al mondo ( e direi pure di ottima fattura ), siamo snobbati dal mondo della cultura e della comunicazione. E' frequentissimo sentire parlare di un brutto film attribendogli ancora il termine "fumettone", le librerie normali hanno dei corner dedicati ai fumetti praticamente ridicoli, quando ci sono le fiere del settore e vengono assegnati i vari premi per trovarne notizia bisogna andare sui blog come il tuo e altri . Il poter vedere in vetrina di tutte le libreire del paese il fumetto vincitore, come accade in francia, da noi è pura illusione. Ci mettono il Campiello o lo Strega e son felici se vendono 5.000 copie, ma lo sanno quanto vende Tex? La stampa ufficiale non pubblica ( solo allega ristampe ) e non se ne occupa, preferisce tenere rubriche e classifiche di libri che vendono appunto poche migliaia di copie. Per carità, benissimo occuparsi di libri, visto che in Italia si legge pochissimo, ma perchè trascurare una forma di letteratura molto più diffusa ?
2) I grandi editori italiani da anni non producono più fumetti. Che siano degli imbecilli quelli della Disney che da anni fanno produrre la maggiorparte delle loro storie qui da noi? Il fenomeno Winxs viene forse fuori dalla Rizzoli o dalla Mondadori? Possibile che chi si occupa di editoria presso le major in questo paese sia così ignorante riguardo le potenzialità dei fumetti?
La soluzione è la stessa che servirebbe a tutto il resto del paese: svecchiare la classe dirigente in ogni settore. Tutta e in ogni settore. Quanti anni ha il presidente degli USA e quanti il nostro premier...o quello di prima? Forse solo Cuba ha dei dirigenti più attempati dei nostri.
L'unico vecchio che non rimuoverei è il buon Sergione Bonelli , è lui il santo protettore del fumetto italiano!
11) Grazie mille della disponibilità Giac, speriamo di rivederci presto!
Grazie a voi, ciao...e come si dice...complimenti per il Blog, anche se ci sono a mio avviso un po' troppi manga ( ^___^ ), è un ottimo news magazine sul mondo dei fumetti.
A cura di "Legend Fenys"
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