Informazioni Generali:Storia di Meito Manjo - Disegni di Seiji Wakayama ; B/N ; 3,90€
Storia:Mayuki Hyuga è solo un bambino, ma è già il padrone di un'immensa villa, con una servitù privata ma ben presto scoprirete che è molto più di un semplice bambino! In una Tokyo ormai devastata trent'anni fa da un terremoto, che ne ha sconvolto la morfologia e le persone... Preso il nuovo nome di Kiuto e con la capitale spostata nella città di Shinto, la ex Tokyo è trasformata in una città dallo stile vittoriano, dove il crimine e la violenza regnano indomiti. Neanche la polizia riesce a tener testa a questa violenza e degrado, e sceglie di catalogare i casi di omicidio più strani come paranormali, infischiandosene e lasciando il compito di risolverli ai poliziotti più dissidenti. Chiedere aiuto poi a un bambino è ancora più strano!! Il nostro piccolo detective viene condotto caso dopo caso, dalle persone legate ai crimini, e sembra non studiare più di tanto la scena del crimine, o cercare indizi, ma si limita a dare un'occhiata in giro ed ascoltare quello ceh hanno da dire gli altri, il tuo tutto condito dall'espressione più candida e dolce mai vista in un manga! Alla fine, rimescolando nella sua mente tutte le informazioni ottenute riesce a giungere misteriosamente alla soluzione, come se dentro la sua testa attraversasse un "labirinto" , per giungere poi all'uscita, e quindi alla verità/giustizia. Ancora più enigmatico però, è il comportamento delle persone più vicine a Mayuki, il suo maggiordomo, la cameriera part-time, e l'amica di scuola, che sembrano poter gestire i comportamenti altrui e trasfigurare loro stessi.. La villa del piccolo Hyuga sembra nascondere più segreti di quanti ne possiate immaginare!
Disegni:Un tratto sempre pulito, ma che ben si adatta anche alle scene più crude e ai delitti più efferati. Molto morbido però quando serve, soprattutto quando si disegna il protagonista, di una pucciosità indicibile! Tutti i personaggi sono trattati con la stessa cura, senza un uso smodato dei retini, che vengono resi pieni e vivi. Anche nelle scene dove prevale l'umorismo si riesce a mantenere un tono adatto alla situazione. Sicuramente uno stile che tiene fede al design originale dove tutto è molto morbido ma che ha i suoi momenti alti e veloci. Ottimi anche gli sfondi soprattutto quelli della vecchia Tokyo, ora molto europea... sembra quasi di perdersi nella Londra di qualche secolo fa.
Edizione:La neonata GP Publishing ci offre un volume nel formato tankobon ormai a cui tutti siamo abituati al solito prezzo di 3,90€ ; un prezzo che potrebbe far storcere il naso per la realizzazione dell'albo, con una carta giallina, anche se la scelta è voluta, probabilmente per una lettura più piacevole e rilassante. I font utilizzati per il lettering sono simili a quelli utilizzati da StarComics e le onomatopee sono per niente invadenti e frizzanti. A fine volume per stemperare la drammaticità e la violenza delle storie, ci sono i classici fumetti a 4 vignette comoci, che obiettivamente rendono la lettura più gradevole.
Considerazioni:Una narrazione che va avanti spedita, senza però un paio di intoppi... qualitativamente è un bel manga, disegnato bene ed ha anche un incipt interessante se pur non del tutto originale; scegliere come protagonista un bambino detective, a là Detective Conan sembra un passo falso, ma i coprimari della storia, uniti ad alcune componenti ricche di mistero sembrano dare spazio a molto più che una storia senza tanti contenuti! Mi ha incuriosito molto e ho deciso di continuare a segurilo per vedere dove andrà a parare questa storia che ha tutte le premesse per diventare un piccolo successo.
Sulla pagina ufficiale di Facebook sono state pubblicate delle immagini in anteprima del film Iron Man 2 nelle sale il 7 Maggio del prossimo anno. A voi le immagini:
Informazioni Generali:Caravan 5 - Come i lupi - 98 pp. - Bianco e nero - Brossurato - Sergio Bonelli Editore - 2,70 €
Testi:Michele Medda
Disegni:Fabio Valdambrini
Copertina: Emiliano Mammucari
Storia:Chip, il cane della famiglia Donati, viene morso da un cane di grossa taglia di un uomo di male intenzioni e, una volta curato adeguatamente da Davide, viene notato per caso da un uomo di nome Whitley Adamson, che subito entra nel centro della vicenda per la sua passione per gli ufo e la sua ferma convinzione di essere stato rapito dagli alieni. Davide e Jolene una sera vanno a trovare Whitley che gli racconta degli aneddoti riguardanti la sua vita e della sua continua ricerca sugli extraterrestri, nel frattempo sono notati da un gruppo di ragazzi che incuriositi dall'attaccamento morboso da parte dell'uomo verso una borsa a tracolla che porta sempre con se' decidono di agire con la violenza. L'uomo viene picchiato e bendato, poi viene costretto a parlare del contenuto della borsa che risulta essere una campionatura di congegni meccanici rinvenute nelle vittime di rapimenti alieni. L'uomo cambierà idea sulla sua convinzione a causa di questo gesto e i due ragazzi ne restano molto rattristati. Come al solito la storia ha uno stampo molto originale e pieno di curiosità, forse a differenza degli altri numeri si è rivelato più tranquillo ma di conseguenza meno divertente. La lettura è stata veloce e liscia come l'olio, che dire, una storia molto gradevole.
Disegni:Anche i disegni sono realizzati per bene, personalmente trovo questo stile sporco, tratteggiato e poco ombreggiato veramente gradevole ed adatto a questa serie. A volte il largo uso di primi piani disturba e rende ripetitiva la lettura, e spesso i volti sono troppo simili tra loro, rendendo talvolta i volti troppo simili. Per il resto la parte illustrata dell'albo può essere definita buona, ma si poteva fare di meglio.
Copertina:L'illustrazione è di buona fattura, il colore verde adottato è molto suggestivo ed il riflesso sull'acqua della luce è gradevole. Da notare che la scena rappresentata, ovvero il signor Whitley steso a terra sanguinante, è avvenuta totalmente nel suo caravan, per altro senza l'impiego della mazza da baseball che viene rappresentata in secondo piano ma soprattutto in una serata senza pioggia. Possiamo definire anche questa copertina ben riuscita.
Informazioni Generali:Greystorm 1 - Ottobre 2009 - 98 pp. - Bianco e nero - Brossurato - Sergio Bonelli Editore - 2,70 €
Testi: Antonio Serra
Disegni:Simona Denna (Matite) e Francesca Palomba (Chine)
Copertina:Gianmauro Cozzi
Storia:Il tutto prende parte alla fine del XIX secolo, Jason Howard e Robert Greystorm, due studenti di una scuola molto facoltosa ed entrambi di buona famiglia si ritrovano a dover vivere un'esperienza di amicizia molto particolare, con temi anche fin troppo adolescenziali e quasi inadeguati al tempo in cui è ambientata la storia. Jason è molto ricco e ben volentieri finanzia le geniali idee di Robert, tra cui quella della macchina volante, che si rivelerà in una sola occasione funzionante. Il tutto va a confluire in un'ellissi di 3 anni che vede entrambi i personaggi brillantemente diplomati e con grandi progetti in mente. Possiamo definire l'esordio di "Greystorm" in sordina, anche perchè la trama è ben poco accattivante e per ora priva di alcuno scopo, ma nulla è da considerarsi detto, la parte che può catturare di più è concentrata nelle ultime nove pagine, quindi non è da escludere un'eventuale ripresa sul prossimo volume.
Disegni:Certamente l'aspetto grafico dell'albo è la parte migliore, le due disegnatrici hanno svolto un lavoro soddisfacente e piacevole. Il tratto è sporco, ma contemporaneamente mantiene una certa precisione e abbondanza di dettagli ed ombreggiature che sfociano in uno stile tratteggiato dal risultato decisamente buono. La decisione di usare i retini nelle scene del sogno è stata ottima, ma un difetto di tale scelta è che il tutto ricade su un'idea di tetro o per lo meno non allegro.
Copertina: Come al solito la bonelli non ha puntato sulla caratterizzazione del logo, dando vita ad un risultato piatto e di scarsa artisticità. L'illustrazione della cover invece possiamo dire che nella sua semplicità risulta essere ben sviluppata. Forse mettere in primo piano la figura del personaggio principale è scontato, ma nonostante tutto non ci si può lamentare.