Disegni:Francesco Bonanno Testi:Mauro smocovich (Sceneggiatura e soggetto) - Giuseppe Di Bernardo - Carlo Lucarelli (Soggetto) Copertina:Andrea Fattori (illustrazione) - Andres Josè Mossa (Colori)
Storia:Cornelio Bizzarro, per l'ennesima volta, si trova ad affrontare un altro mistero, di stampo decisamente insolito e controverso. Dopo essere stato vittima dei libri stampati con inchiostro con alte quantità di droga, accusando sintomi di pazzia, allucinazioni paranoia e vuoti di memoria, viene internato a Villa Fiaba, una clinica dove viene trattato come un malato di mente e dove si susseguono strani eventi. Qui incontra un uomo di nobile origine, che gli consiglia di non indebitarsi con un tale Marcello, padre di una donna anziana dall'aria molto gentile e pia, ma che nella parte nascosta della medaglia nasconde anni ed anni di soprusi e spetate estorsioni verso persone indebitatesi a strozzo con lei. Nella storia si susseguono svariati personaggi che sono sprovvisti di un dito, che poi si scoprirà essere stato a tutti amputato da Marcello per conto della madre per estorsione. Il finale si rivela molto originale e di certo il risvolto psicologico non è da poco, gli autori hanno svolto un ottimo lavoro nello stendere la storia. A differenza di altri albi della serie si può notare una poca fluidità dnella lettura, a tratti pesante anche se molto piacevole e ricca di particolari non previsti e che impreziosiscono la serie.
Disegni: Bonanno in questo albo sembra quasi aver affrettato il suo lavoro, tralasciando spesso particolari precedentemente rigorosamente realizzati. Lo stile è privo di fronzoli, semplice ed a tratti analitico, a volte è sporco, ma nonostante tutto vi è un particolare piacere nel vedere l'artisticità di Bonanno. Si nota in alcune tavole l'utilizzo di collage digitali, come per esempio le immagini degli schermi delle televisioni, e dei fastidiosi copia-incolla come per esempio l'uomo elegante dai tratti asiatici che appare nell'ultima parte della storia, dove viene ritratto ben tre volte in una stessa tavola allo stesso modo, si presume con la stessa immagine. Molto piacevoli le vignette in mezzatinta, punto forte di Bonanno è la stesura delle ombre e la sapiente rappresentazione delle anatomie. I volti in secondo piano spesso vengono appena accennati, ma per il resto non ci si può lamentare.
Copertina:Fattori questo mese ci dona una copertina non troppo elaborata, oserei dire anche poco originale. I personaggi in primo piano sono sono ben sviluppati, anche se la parte di background si rivela poco consona alla storia, e l'albero contorto e secco dietro ai tre personaggi non aiuta certo a dare un clima di mistero ed orrore. Molto bella la figura del Bianconiglio e lo Stregatto è apparentemente molto simile alla rappresentazione che si ha dal libro da cui proviene. I colori anche non contribuiscono alla buona riuscita del risultato finale, ma per quanto riguarda il generale è anche migliore di altre.
Informazioni Generali:I classici del fumetto di repubblica 51 - Maxmagnus - Allegato a "La Repubblica" - Brossurato - Bianco e Nero (storia)/Colore (illustrazioni) - 252 pp. - 6,90 €
Storia:Un re di nome Maxmagnus, opulento e schiavo dell'appetito, insieme al suo amministratore fiduciario, deruba continuamente gli abitanti del suo regno, ponendoli in una condizione di estrema povertà, seguentemente causando rivolte da parte del popolo. Il re, comicamente spietato, oltre a fare il danno ai cittadini, aggiunge anche la beffa, facendo in modo che anche se nel torto riesca a mettere al lavoro i sudditi, tutto per gonfiare le sue tasche senza fondo. Nella storia, compaiono molti personaggi tra cui il re Porcione che viene più volte derubato dallo stesso Maxmagnus, la strega arpia che beffa spesso lo stesso Maxmagnus e altri personaggi come il Mago Trombone, Sante il brigante e la moglie dello stesso re. La storia, seppur narrativamente semplice è decisamente originale, non bada assolutamente alla precisione degli eventi e mette molto in risalto l'incoerenza delle persone, ma soprattutto l'ingordigia di alcuni uomini di potere. La caratterizzazione dei personaggi è ottima, le risate sono più che assicurate, da notare inoltre come il re da alcuni personaggi sia quasi sottomesso, come dalla regina e la strega arpia.
Disegni:I disegni sono il punto forte dell'albo, e vediamo all'opera due maestri del fumetto, Magnus e Leone Cimpellin. Lo stile è grottesco, con fisionomie idealizzate ed esagerate, e volti spesso dotati di profonde rughe, segni degli stenti e nasi molto spesso aquilini o fortemente ingranditi. Nella parte illustrata da Magnus in primo piano vi sono gli ambienti, non si trascurano affatto i particolari architettonici e naturali, impressionanti a volte gli effetti che riesce a donare con un tratteggio sapientemente steso e la padronanza dell'uso delle chine. Non da meno è Leone Cimpellin, che ha uno stile grottesco più accentuato rispetto a quello di Magnus, ma che comunque risente molto dell'influsso dello stile del maestro.
Copertina:La copertina rappresenta un estratto di illustrazione di Magnus, dove il re Maxmagnus è vicino al suo (in)fido amministratore fiduciario con dei sacchetti di denaro ai piedi. I colori sono eccezionalmente di effetto seppur semplice. L'espressione dell'amministratore è decisamente azzeccata al carattere del personaggio, che trama contro il re ma contemporaneamente lo aiuta per poterlo derubare.
Sabato 30 Maggio dalle ore 16.00, presso la Galleria Spazio Corto Maltese (Via Fabio Massimo, 67, Roma) si terrà un incontro con il disegnatore di Nathan Never Andrea Cascioli. Per l'occasione sarà disponibile in esclusiva una speciale Stampa a tiratura numerata e firmata dallo stesso Cascioli.
Commento:Torna l'avvincente manga fantasy di Kentaro Miura che in questo periodo sta perdendo tanti colpi, in questo numero di cotte e di crude ne accadono, robba da far accapponare i capponi, e che i capponi si mettono il cappotto e poi vedi occhio per occhio! Una roba che definire plagio è niente, meglio scopiazzatura vediamo cosa tirerà fuori dal dilindro mago Miura col prossimo numero, perchè questo benchè abbia mostrato qualche nuovo colpo di scena e lati caratteriali completamente nuovi, lascia sbigottiti per la quantità di eventi cosi lontani dal manga originale... Il volume è stato gentilmente offerto dalla fumetteria Akiba di Piano di Sorrento
Informazioni generali:John Doe 69: Un letto di chiodi, febbraio 2009, 2,70 €; soggetto di Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni, sceneggiatura di Roberto Recchioni, disegni di Luca Maresca, copertina di Massimo Carnevale.
Storia: La strada che dovrebbe portare John, Mordred e Pestilenza allo scontro con il vero nemico, il grande capo, è costellata di innumerevoli ostacoli ed imprevisti; in questo numero dovranno addirittura scontrarsi tutti contro i peggiori nemici da affrontare; i propri amici… Tutto l’ albo è in realtà un tentativo di ricollegarsi al passato, di fermarsi un attimo per indagare su John e su quello che provano tutti i componenti del bislacco terzetto. Di certo un tentativo molto più interessante, dato anche il collegamento alla continuity molto più marcato rispetto ad altri numeri di “intermezzo” come questo.
Disegni:Luca Maresca è, a dispetto della giovane età, già avviato sulla buona strada per disegnare un fumetto; le figure possenti e dinamiche, il tratteggio scuro e le scene collettive non hanno niente da invidiare ad altri autori già affermati, forse andrebbero migliorati due o tre punti, ma l’ autore dovrà filtrare ogni possibilità alla luce della propria sensibilità. Vedremo.
Copertina:Il tratto spezzato e possente delle due figure fa risaltare in uno strano modo lo sfondo multicolore ed astratto. Il lavoro di Carnevale trova, al solito, la propria consacrazione nella colorazione rapida più che nel soggetto, per quanto anticipi già il contenuto dell’ albo.
Voto:7 e mezzo. Buon lavoro nel complesso, certo non è proprio ai livelli di altri numeri, ma forse questa serie non è alla frutta come credono molti…